Foto di Mussolini e Hitler

Solo un respiro ci salverà

Tempi difficili quelli che siamo chiamati a vivere. Tempi nei quali siamo costretti a fare i conti con noi stessi, chiusi nelle nostre case, dobbiamo trovare la forza di guardarci dentro. La tentazione di girare lo sguardo lontano dai nostri peggiori incubi, distrarci continuamente con i social, la televisione. Tempi di rabbia repressa, nostalgie e di piccole gioie.

La rabbia verso il prossimo e la ricerca del colpevole: gli africani, il governo, i runner e quelli che scappano al sud, insomma gli altri. Ma gli altri chi? Gli altri siamo noi.
Questa rabbia e questo senso di solitudine si sfogano alla ricerca di un colpevole, una categoria che possa soddisfare il nostro bisogno di non affrontare i nostri incubi, le nostre paure e la profondità del nostro essere.

Vedo spesso alcuni conoscenti pubblicare foto di Mussolini e mi vengono in menti i grandi periodi di depressione dove regimi autoritari hanno preso il sopravvento proprio sfruttando il malcontento popolare, la rabbia e l’ignoranza. In tempi di crisi il popolo vuole soluzioni veloci ed efficaci e, anche nei casi in cui esse vengono fornite, desidera lamentarsi e gridare al mondo la propria insoddisfazione, dare sfogo alla propria rabbia, coltivare l’odio.

Restiamo umani. Rimaniamo umili, compassionevoli e ricerchiamo la bontà d’animo nel prossimo. Non esistono uomini e donne cattivi, esistono solo esseri umani che si sentono incompresi, abbandonati, frustrati e rabbiosi.

Una crisi democratica

Il recente coronavirus si comporta in maniera assolutamente democratica. Non fa caso a religione, convinzioni politiche, sesso, etnia o ricchezza posseduta. Costringe tutti alla tutela di sè stessi ma sopratutto costringe alla tutela degli altri. Stiamo imparando in questi giorni difficili a prenderci cura del prossimo, anche solo evitando il contagio quando è possibile.

Un respiro ci salverà

Non possiamo far altro che respirare. Guardiamo dentro noi stessi e realizziamo la natura del nostro odio e della nostra frustrazione. Puntiamo il dito alla ricerca di uno specchio che sia in grado di riflettere i nostri “grovigli” irrisolti. Ricerchiamo fuori una proiezione di ciò che non ci consente di trovare la pace al fine ultimo di identificarlo, riconoscerlo e poter accettare quelle parti così “oscure” che fanno parte del nostro essere. Amiamo noi stessi e i nostri “difetti”. Ricerchiamo la compassione verso quel bambino e quella bambina che tanto il mondo ha traumatizzato, bistrattato ma che ha saputo anche amare dal profondo delle proprie viscere.
Quando le cose si fanno dure, la rabbia prende il sopravvento e la frustrazione è al suo culmine solo un respiro ci salverà. Respiriamo.

Ti ringrazio per i minuti che hai voluto spendere su questa pagina. Ti mando un abbraccio e un arrivederci.

Un essere vivente del mondo.

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